Una
crisi economica nel 2009 aveva bussato forte
anche nella più importante, per quanto
riguarda i numeri occupazionali, azienda del
territorio Casalasco. Tra il 2008 e il 2009 infatti
la produzione aveva subito un calo del 20 % passando
da 400mila tonnellate annue a 300mila. Dodici
mesi di difficoltà
che però la proprietà ha affrontato con la serietà che da
sempre contraddistingue l’azienda. «Durante il periodo di crisi nessun
lavoratore ha avuto un centesimo di meno in busta paga.
La
scelta di anticipare, o meglio prestare, le ore
di ferie e permessi si è rivelata oculata.
Gli operai sono stati sì a casa un po’ di
più ma sempre col 100% dello stipendio.
In questi mesi con la ripresa del mercato stiamo
trattando con i lavoratori per la restituzione
delle ore anticipate. Adesso devono lavorare un
filo di più però penso che sia il
male minore. Si passerà da 3 turni da 7
ore e 10 minuti a 3 turni da 7 ore e mezza in cinque
impianti su otto».
Le richieste di assunzione
sono sempre numerose?
«Decisamente.
Purtroppo mancano figure specializzate come periti
elettronici, meccanici o elettrotecnici.
A febbraio abbiamo assunto una decina di persone
alcune provenienti da aziende in difficoltà della
zona ». Marcegaglia ha superato
la crisi senza grossi scossoni soprattutto
per i lavoratori, come è stato
possibile?
«Al di là della scelta
aziendale condivisa dai sindacati si è deciso
ad esempio di tenere sempre ‘vivo’ il
magazzino per stare dietro al mercato comprando
sempre al prezzo migliore. Inoltre, per così dire,
durante la flessione ci si prepara per il ritorno
dei bei tempi».
Tra i settori per cui lavora
lo stabilimento com’è andato
economicamente l’anno?
«Come azienda lavoriamo molto con la Volskswagen
che, rispetto ad altre case automobilistiche,
ha avuto pochi cali.La situazione più pesante
la registriamo tra le utility con i commercianti
che spaventati dagli sbalzi del mercato lo destabilizzano.
Il consumo diventa eccessivo rispetto alle reali
esigenze a causa appunto dei magazzini che si
stanno riempiendodimaterialequando pochi mesi
prima erano stati svuotati. Uno dei timori infatti è la
speculazione verso l’altro dei prezzi delle
materie prime ».
I
lavori di ampliamento del capannone
Per il 2010 che obiettivi vi siete dati?
«Speriamo di tornare sulle 400 mila tonnellate
del 2009. A dicembre il mercato è stato
discreto e in questi primi tre mesi il trend è in
media, speriamo che le nostre aspettative non
vengano disattese». _____________________________________
I numeri dello stabilimento
Con l’apertura del nuovo capannone, che
porterà i dipendenti da 390 a circa 550,
lo stabilimento Marcegaglia di Casalmaggiore
diventerà lo
stabilimento a corpo unico più grande
d’Europa.

Roberto
Ferrari, direttore dello stabilimento di Casalmaggiore
«Cioè —spiega
Roberto Ferrari—il tubo elettrosaldato
verrà realizzato in tutte le sue parti
a Casalmaggiore. Nessuno in Europa fa tutto in
unica sede. La nostra gamma andrà dai
16 ai 400 millimetri di diametro e spessori da
1,35 a 16 millimetri».
Insomma Casalmaggiore diventerà uno dei
poli più importanti
per il settore.
Per quanto riguarda la tempistica «la realizzazione è andata
di pari passo col mercato, non abbiamo voluto
forzare i tempi. La prima linea sarà pronta
a fine aprile, la linea da tre pollici e lo slitter
saranno attivi da luglio, la linea da otto pollici
partirà a
settembre e il nuovo forno entrerà in
funzione a dicembre, tra un anno infine il completamento
con la linea da 16 pollici».
Infine una nota sull’impianto fotovoltaico
da 40mila metri quadrati installato sul capannone. «Da
gennaio ha generato 2 milioni di chilowatt e
ne ha prodotti 80mila. L’ammortamento dei
circa 10 milioni di euro per la realizzazione
avverrà nell’arco
di una decina di anni».
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web
- stabilimento Marcegaglia Casalmaggiore
Marcegaglia Stabilimento a corpo unico
più grande d’Europa
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