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SteelOrbis
Antonio Marcegaglia:
"Diversificazione e flessibilità i capisaldi del futuro"

Dott. Marcegaglia, ci può delineare il core-business dell'azienda? Quali sono i mercati di riferimento
dell'azienda?
Antonio Marcegaglia: Il Gruppo Marcegaglia è costituito da 50 società e 52 stabilimenti distribuiti in Italia e nel resto del mondo.
Le nostre attività sono molto articolate, anche se principalmente incentrate sulla trasformazione dell'acciaio.
In pratica, come amo dire, lavoriamo sulla geometria del metallo, processando coils laminati a caldo, decapati, zincati e laminati a freddo, lamiere da treno, barre trafilate, tubi saldati ecc. Un settore molto importanteè anche quello dell'inox. In sintesi, il nostro raggio di azione è molto ampio e articolato, e ciò fa del Gruppo Marcegaglia una realtà unica nel panorama siderurgico globale, con circa 15.000 clienti attivi e 7.500 dipendenti.
Importanti le cifre relative ai risultati operativi e finanziari: nel 2010 i volumi del gruppo si sono attestati a 5,8 milioni di tonnellate (nel 2013 puntiamo a raggiungere 7,2 milioni di tonnellate), per un fatturato complessivo di circa 5 miliardi di euro. Per quanto concerne le fonti di approvvigionamento dell'acciaio, ci rivolgiamo a vari produttori siderurgici, a cominciare da quelli italiani, passando per le più importanti realtà a livello internazionale, compresa la Cina.
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Qual è la caratteristica fondamentale della strategia commerciale
di Marcegaglia?
Antonio Marcegaglia: La nostra visione è connotata da due parole chiave: diversificazione e flessibilità.
I mercati siderurgici cambiano, si evolvono, e questo l'abbiamo rilevato in maniera forte negli ultimi 2-3 anni. In un simile contesto, è di cruciale
importanza riuscire a configurare una rete di attività di approvvigionamento-produzione-distribuzione il più possibile diversificata e articolata, in modo da reagire con tempestività ai mutamenti del mercato.
Il nostro orientamento è e resterà questo.
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Avete in programma piani di investimento e/o la ricerca di nuovi sbocchi di mercato?
Antonio Marcegaglia: Dal punto di vista degli investimenti abbiamo fatto molto negli ultimi anni, anche e soprattutto nel periodo di maggiore crisi globale.
Nel biennio 2007-08 abbiamo lanciato investimenti per circa 1 miliardo di euro, conoperazioni destinate al potenziamento delle strutture italiane e all'implementazione di importanti progetti in varie parti del mondo, tra cui Brasile, Russia, Cina, Stati Uniti e Gran Bretagna. Investire in un contesto economico sfavorevole ha rappresentato un'importante sfida, e ora cominciamo a raccogliere i frutti dei nostri sforzi.
Nel 2013, con tali attività a regime, circa il 20% del nostro business si troverà all'estero. Al momento gli sbocchi dei nostri prodotti sono rappresentati per il 50% dal mercato italiano, per il 40% dagli altri paesi dell'Unione Europea e per il 10% dai mercato extra-europei. I settori a cui sono destinati i nostri prodotti sono principalmente rappresentati dall'edilizia, dall'automotive, dal'industria degli elettrodomestici e dei mobili metallici.
Come valuta i risultati operativi e finanziari conseguiti dall'azienda nel 2010 in funzione della crisi?
Si può dire che il peggio è passato?
Antonio Marcegaglia: Lo scorso anno i volumi di vendita del gruppo hanno registrato un +20% sul 2009, anche se rispetto al 2008siamo ancora sotto del 4%.
Migliore il dato sul fatturato, a 5 miliardi di euro, con un +50% sul 2009 e più o meno agli stessi livelli del 2008. Il MOL si è attestato a 220 milioni di euro. Si può dire insomma che il nostro gruppo ha mostrato una reattività alla crisi sopra la media, recuperando velocemente le posizioni perse nel 2009 a causa della recessione globale.
Negli ultimi tempi il mercato delle materie prime (coke e minerale ferroso) è stato scosso da
importanti cambiamenti. Quali gli effetti sul mercato?

Antonio Marcegaglia: Il mercato internazionale delle materie prime
è senz'altro sotto tensione, e non da oggi.
A tale riguardo credo chestia giocando un ruolo importante la condizione di equilibrio tra domanda e offerta, dove ogni minima variazione in un senso o nell'altro produce effetti marcati.
Ne consegue una elevata volatilità dei prezzi, una realtà a cui
dobbiamo abituarci e con la quale saremo costretti a convivere nei prossimi anni. In tale contesto, accrescere il livello di informazione sulle oscillazioni dei mercati consentirà senz'altro alle aziende di "leggere" la situazione e rispondere al meglio alle necessità del momento.
Negli ultimi anni si è assistito a un revival del protezionismo commerciale nel mondo.
Come giudica tale fenomeno? E quali sono, o dovrebbero essere, le strategie dell'UE in tal senso?
Antonio Marcegaglia: Il progressivo riaffermarsi di atteggiamenti commerciali protezionistici è certamente un fattore poco positivo. Visono paesi con un grado di protezione maggiore rispetto ad altri, e penso ad esempio a Brasile, Russia e India.
A livello di Unione Europea sarebbe necessaria una politica meno ideologici, più pragmatica, portando avanti
orientamenti volti a un riequilibrio degli interventi di tutela dell'ambiente, che in questo momento pongono in
condizioni di minore competitività le industrie del vecchio continente. In altre parole, è necessaria una
politicamente UE più forte e convinta.
Cosa ne pensa delle problematiche legate alla sovraccapacità produttiva nelle economie mature?
Antonio Marcegaglia: Il problema certamente esiste.
Tuttavia, secondo la mia opinione, esso è sentito soprattutto a livello regionale.
Inoltre ritengo che negli ultimi tempi si siano fatti importanti passi avanti circa la capacità di gestire con
flessibilità i ritmi produttivi.
In effetti, in questa nuova fase l'equazione "eccesso di capacità = prezzi in ribasso" non è più sempre vera, perché le aziende riescono a reagire con maggiore prontezza ai cambiamenti del mercato.
La questione determinante non è tanto rappresentata dalla sovraccapacità, quanto piuttosto dall'utilizzo della stessa.
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Antonio Marcegaglia: "Diversificazione e flessibilitā i capisaldi del
futuro"
source: www.steelorbis.it
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Antonio Marcegaglia,
47 anni, si è laureato a pieni voti in economia aziendale nel 1987 all'Università Luigi Bocconi di Milano, conseguendo poi un master di specializzazione negli Stati Uniti.
Nel volgere di poco tempo è entrato a tempo pieno nell'azienda di famiglia, il Gruppo Marcegaglia, il cui quartier generale è a Gazoldo degli Ippoliti (Mantova), divenendone nel 1991 amministratore delegato. |