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Il consorzio guidato da ArcelorMittal ha raggiunto un accordo relativo al contratto di affitto con obbligo di acquisto dei complessi aziendali di Ilva

ArcelorMittal (‘la Società’) e Marcegaglia hanno annunciato che AM Investco Italy Srl (‘AM Investco’) ha oggi raggiunto un accordo relativo al contratto di affitto con obbligo di acquisto dei complessi aziendali di Ilva a conclusione della fase di negoziazione in esclusiva. La documentazione complementare sarà ultimata entro il 30 giugno. Intesa SanPaolo si unirà formalmente al consorzio prima del closing dell’operazione.
I principali aspetti strategici
  • Una opportunità unica di acquisire un rilevante asset produttivo integrato, la principale acciaieria europea, nel secondo mercato Europeo dell’acciaio;
  • Un ingente piano di investimenti finalizzato a migliorare sensibilmente l’impatto ambientale di Ilva e a svilupparne appieno il potenziale;
  • L’identificazione di sinergie quantificabili in 310mn entro il 2020 (escludendo l’impatto della riduzione dei costi fissi e i miglioramenti dei volumi);
  • Il previsto contributo da parte di Ilva all’aumento dell’EBITDA di ArcelorMittal nel primo anno e all’incremento del flusso di cassa disponibile per l’azienda dal terzo anno.
Gli elementi principali dell’operazione e i dettagli fondamentali dei piani di AM Investco per Ilva comprendono:
  • Un prezzo d'acquisto pari a 1,8 miliardi di euro, con canoni di locazione annui pari a 180 milioni di euro da versare con cadenza trimestrale. Inizialmente AM Investco usufruirà degli attivi dell’Ilva in affitto, con i canoni d’affitto quantificabili come anticipo sul prezzo di acquisto. L’inizio dell’affitto è previsto per la fine del 2017 ed è soggetto all’autorizzazione delle autorità competenti.
  • Investimenti di circa 2,4 miliardi di euro (2,1 al netto del contributo del Gruppo Riva) nell’arco di sette anni:
    • Investimenti industriali per circa 1,3 miliardi di euro a sostegno dell’articolato piano industriale e focalizzati sugli altiforni, le acciaierie e le linee di finitura;
    • Investimenti ambientali per circa 1,1 miliardi di euro che garantiranno ad Ilva la conformità all’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) predisposta dal Governo italiano e miglioreranno in misura significativa la performance ambientale di Ilva in aree quali le emissioni atmosferiche e il trattamento delle acque. Gli investimenti ambientali includono 288 milioni di euro destinati ai lavori di bonifica, finanziati con quanto il Governo italiano ha sequestrato alla precedente proprietà, il Gruppo Riva. L’intenzione di adottare in futuro tecnologie innovative a basse emissioni di carbonio, comprese quelle per la cattura e il riciclo di CO2, e l’impegno ad approfondire la possibilità di utilizzare il preridotto al verificarsi delle condizioni di sostenibilità economica coerenti con il Piano Industriale.
    • Le spedizioni di acciaio finito saranno sistematicamente incrementate fino a raggiungere 9,5 tonnellate entro il 2023. La produzione di acciaio grezzo sarà limitata a 6 milioni di tonnellate annue sino al raggiungimento della conformità con l’AIA; una volta completato tale requisito, il consorzio si impegna a riattivare l'altoforno 5 e a portare la produzione di acciaio grezzo a 8 milioni di tonnellate all’anno, integrandola con l'importazione di bramme e laminati piani a caldo così da massimizzare l’utilizzo degli impianti di finitura dell’Ilva, con l’impiego di almeno 10.000 lavoratori per l’intera durata del piano industriale secondo quanto sarà stabilito nell’ambito della procedura sindacale.
  • Investimenti pari a 10 milioni di euro per un nuovo centro di ricerca e sviluppo a Taranto, dedicato in un primo momento ad assicurare la riuscita del piano industriale, ambientale e commerciale nonché il trasferimento della proprietà intellettuale e delle conoscenze di ArcelorMittal al fine di incrementare l’efficienza operativa, la qualità e la produttività di tutti gli stabilimenti di Ilva.
  • Le attività saranno trasferite ad AM Investco libere da ogni passività di lungo termine e debiti finanziari e includono 1 mnd di capitale circolante netto.
Le motivazioni strategiche dell’operazione
  • Ilva rappresenta un’opportunità unica per accrescere sensibilmente il valore delle attività europee di ArcelorMittal.
  • Ilva è il maggiore produttore siderurgico d’Italia, nonché l’unico con un ciclo di produzione integrato. Il principale stabilimento del gruppo, situato a Taranto, gode di una posizione strategica in quanto prossimo a uno dei più grandi e profondi porti d’Europa, in grado di agevolare l’accesso delle materie prime. Ilva vanta inoltre una notevole capacità produttiva nel settore della finitura dell’acciaio a Taranto, Novi Ligure e Genova.
  • L’operazione consente ad ArcelorMittal di disporre di un'importante presenza produttiva in Italia, il secondo mercato europeo per consumi di acciaio dove la Società al momento non ha una produzione primaria di acciaio.
  • L’Italia soddisfa tra il 60% e il 70% del proprio fabbisogno di laminati piani con le importazioni, in parte a causa del calo della produzione di Ilva a seguito delle numerose problematiche commerciali, qualitative e ambientali del recente passato. ArcelorMittal ritiene che Ilva possa gradualmente tornare ai livelli produttivi e alla competitività di un tempo.
  • ArcelorMittal può accelerare il rilancio dell’Ilva in diversi modi:
    • Facendo leva sull’ampio portafoglio prodotti ad alto valore aggiunto di ArcelorMittal, soprattutto nel settore automotive, e migliorando gli stabilimenti produttivi di Ilva in modo da ampliarne e migliorarne il portafoglio prodotti;
    • Realizzando economie di scala in aree quali gli acquisti;
    • Cogliendo l’opportunità di confrontare gli impianti di Ilva con i migliori di ArcelorMittal e trasferendo conoscenze e competenze al fine di migliorarne le prestazioni, la qualità e l’efficienza;
    • Sfruttando l’eccellenza di ArcelorMittal nell’ambito della ricerca e sviluppo e diffondendone rapidamente i risultati nei processi siderurgici e in soluzioni di prodotto presso Ilva;
    • Realizzando sinergie per 310 milioni di euro.
Lakshmi N. Mittal, Presidente e Amministratore Delegato di ArcelorMittal commenta:
“La giornata di oggi rappresenta un importante passo in avanti nel processo di acquisizione di Ilva. Siamo ansiosi di metterci al lavoro e per ora ci concentreremo sul perfezionamento dell’operazione da raggiungere il prima possibile. Abbiamo una conoscenza approfondita di cosa sia necessario fare per migliorare la performance dell’azienda e, soprattutto, i rapporti con gli stakeholder e il territorio. La nostra visione per l’Ilva è renderla un punto di riferimento per una moderna produzione integrata di acciaio. Raggiungeremo questo risultato realizzando i nostri piani industriali e ambientali, che sosterremo con ingenti investimenti. Abbiamo a disposizione il capitale, le tecnologie, i rapporti commerciali e la capacità gestionale per assicurare una trasformazione positiva. Sarà inoltre fondamentale coinvolgere gli stakeholder e mantenere un dialogo trasparente finalizzato a ripristinare il rapporto di fiducia tra Ilva e i suoi dipendenti e il territorio".
"Siamo pienamente consapevoli della fiducia riposta in noi in qualità di nuovi proprietari dell’Ilva e porremo grande attenzione per posizionare Ilva come azienda responsabile, capace e meritevole: fattori fondamentali per garantirne il successo e la sostenibilità futuri".  
Aditya Mittal, Amministratore Delegato di ArcelorMittal Europe e Direttore Finanziario del Gruppo afferma:
“Ilva è un’acquisizione altamente strategica per ArcelorMittal. Ci garantisce una presenza produttiva significativa in un Paese nel quale non disponevamo di alcuna capacità siderurgica primaria, complementare rispetto alle nostre attività europee. Sono convinto che questa rappresenti un’opportunità unica per noi e sono lieto di esserci aggiudicati la gara con la nostra offerta. Abbiamo molto lavoro da fare una volta che la transazione sarà formalmente completata e avremo il controllo operativo di Ilva, ma ritengo che potremo migliorarne le performance rapidamente e ci attendiamo un contributo positivo all’EBITDA già dal primo anno. Non vi è alcun motivo perché nel lungo termine la performance di Ilva non possa essere allineata a quella dei nostri migliori stabilimenti in Europa.”
Antonio Marcegaglia, Presidente e Amministratore Delegato di Marcegaglia sostiene:
“Siamo orgogliosi di avere potuto contribuire al rilancio di un asset così fondamentale per il nostro Paese e desiderosi di lavorare con i sindacati e tutti gli altri stakeholder. Sono certo che il nostro consorzio ha tutte le qualità necessarie per risanare l’Ilva, fornendo un contributo positivo all’economia italiana nonché ai territori in cui la società è presente.”
L'efficacia del contratto è subordinata al verificarsi di talune condizioni sospensive, tra cui obblighi di informativa e consultazione. La cessione degli asset e il pagamento del prezzo d’acquisto avverranno alla data ultima della conclusione del periodo di affitto di due anni e saranno condizionati alla revoca del sequestro di alcuni asset da parte del Tribunale di Taranto.
Il closing dell’operazione è inoltre soggetto all'approvazione delle competenti autorità europee di controllo.

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