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2021: previsioni di crescita per il gruppo Marcegaglia

Ricavi e spedizioni di prodotti finiti in netta crescita, con l’aspettativa di un recupero della marginalità sul 2020: è la fotografia del gruppo Marcegaglia presentata dal Presidente e CEO Antonio Marcegaglia in un’intervista rilasciata a Il Sole 24 Ore.

 

Il 2020, nonostante il lockdown e l’incertezza che ha caratterizzato la prima parte dell’anno, “è stato comunque soddisfacente: abbiamo chiuso con un aumento delle spedizioni del 2,7%, un dato notevole se si considera che l’industria europea nello stesso periodo ha registrato una frenata del 12%”, ha dichiarato Antonio Marcegaglia.

 

Le spedizioni di prodotti finiti hanno toccato quota 5,398 milioni di tonnellate, il monte ricavi è arrivato a 4,772 miliardi di euro, mentre i margini sono stati discreti, soprattutto se si considerano i 30 milioni di svalutazioni di magazzino, che l’azienda recupererà quest’anno.

 

“Ci aspettiamo un deciso recupero della marginalità sul 2020, che si è chiuso con 243,3 milioni di euro di Ebitda, ma anche sull’anno precedente, chiuso a un livello superiore”, ha proseguito il Presidente Marcegaglia.

Già oggi i ricavi sono in crescita del 26,4%, mentre le spedizioni di prodotti finiti stanno salendo del 7,5% (oltre un milione e mezzo di tonnellate).

 

Il trend dei prezzi dell’acciaio è tornato a salire negli ultimi mesi e la società ne sta traendo beneficio. “Abbiamo creduto fin da agosto al trend rialzista e ci siamo portati avanti. Mantenere i flussi regolari non è facile ma per ora reggiamo, anche grazie ai rapporti internazionali consolidati nel tempo con i nostri fornitori. Resto fiducioso che questo trend sia destinato a durare, almeno lungo tutto l’anno, è l’analisi di Antonio Marcegaglia.

 

Sul fronte delle operazioni, nel 2020 il gruppo ha confermato gli investimenti su Ravenna (con l’entrata in funzione del nuovo impianto di laminazione a freddo) e Gazoldo degli Ippoliti (dove saranno installati 4 nuovi tubifici, da revampare in Germania, che aumenteranno la capacità produttiva di tubi del gruppo di circa 300mila tonnellate).

 

L’azienda ha inoltre ottenuto una nuova linea di credito garantita da Sace in due tranche, rispettivamente da 300 e 75 milioni di euro. “Queste risorse sono servite da backup e non abbiamo avuto bisogno di utilizzarle. Ora, con l’incremento dei prezzi e delle scorte, potremmo averne necessità”.

 

Con la cassa e le linee di credito finora inutilizzate, Marcegaglia conta di affrontare il bando di vendita di Ast da parte di ThyssenKrupp.

“Noi siamo interessati, con un progetto che ha solide basi industriali, che si integra upstream con il nostro consumo annuo di 500mila tonnellate di acciaio inossidabile. Inoltre una parte della capacità produttiva potrebbe essere utilizzata anche per l’acciaio al carbonio, visto che il 20% dei nostri volumi riguarda acciai speciali.”

L’azienda non contempla cordate con altri soggetti industriali: si tratterebbe di un’operazione in solitaria o al fianco di un eventuale partner istituzionale.

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