Marcegaglia: finanziamento ESG Linked di 800 milioni di euro da pool di banche

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4 Novembre 2026

Marcegaglia Steel S.p.a, holding industriale del gruppo guidato da Antonio ed Emma Marcegaglia, ha sottoscritto due finanziamenti Sustainability-Linked a 11 anni per un totale di 800 milioni di euro. Le due nuove linee sono garantite all’80% dalle agenzie di credito all’esportazione italiana e francese – SACE e Bpifrance Assurance Export – e verranno erogate nell’arco dei prossimi 3 anni da un pool di banche italiane e internazionali che collaborano con il Gruppo da anni. Del pool fanno parte: Intesa Sanpaolo (Divisione IMI CIB), BNP Paribas CIB, Crédit Agricole CIB e Unicredit (nel ruolo di Global and ECAs Coordinators, Bookrunners, Initial Mandated Lead Arrangers, Sustainability Coordinators e Hedging Coordinators), Santander CIB (in qualità di Additional Mandated Lead Arranger) e BPER Corporate&Investment Banking, Banco BPM e ING Bank (nel ruolo di Arrangers). Nell’ambito dell’operazione Intesa Sanpaolo e Crédit Agricole CIB hanno agito anche come Agents.

Il finanziamento è legato a specifici obiettivi ESG (Environmental, Social and Governance) del gruppo Marcegaglia, con la previsione di un meccanismo premiante collegato al raggiungimento di determinati parametri di sostenibilità.

Le linee di credito sono destinate a sostenere il progetto industriale di Fos-sur-Mer, dove Marcegaglia sta realizzando il più grande investimento industriale mai fatto dal Gruppo, del valore di oltre 1 miliardo di euro. Il piano prevede un’integrazione a monte tra il 35 e il 40% del fabbisogno di materia prima (bramme e coils) grazie alla produzione di 2 milioni di acciaio da forno elettrico e oltre 3 milioni di tonnellate di coils laminati a caldo (in acciaio al carbonio e inox). L’investimento si colloca all’interno di una più ampia strategia di crescita del valore aggiunto, di stabilità delle catene di fornitura e di decarbonizzazione grazie all’utilizzo di rottami, DRI a basso contenuto di CO2 ed energia nucleare, così da ridurre fino all’80% le emissioni di gas serra rispetto ai metodi tradizionali. Il progetto sarà, inoltre, uno dei primi siti produttivi di acciaio elettrificato in Europa e contribuirà a promuovere una filiera dell’acciaio più efficiente e sostenibile, in linea con gli obiettivi di decarbonizzazione del settore.

L’operazione è stata seguita dagli studi legali Gianni&Origoni e Watson Farley&Williams.